11/17 2017

È Nato il Codice del Terzo Settore

È stato di recente approvato il cosiddetto Codice del Terzo SettoreIn base al nuovo Dlgs 117/2017, gli enti religiosi civilmente riconosciuti potranno essere ricompresi all’interno della nuova categoria del Terzo Settore qualora:

  • sussistano i requisiti oggettivi, cioè svolga in via esclusiva o principale una o pi&urgave; attività di interesse generale per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. Tali attività sono elencate nell’art. 5 del citato decreto legislativo: si tratta di un elenco, aggiornabile, che riordina le attività consuete del non profit (sanità, assistenza, istruzione, ambiente) e ne aggiunge alcune emerse negli ultimi anni (housing, agricoltura sociale, legalità, commercio equo etc.);
  • scelga di gestire tali attività avvalendosi della nuova disciplina degli enti del terzo settore, compresa quella tributaria, e della nuova normativa sull’impresa sociale;
  • tale scelta non implichi la soggezione a disposizioni civili incompatibili con la normativa canonica, universale e particolare.

L’adozione delle disposizioni previste dalla riforma del Terzo Settore comporterà la possibilità di usufruire di diversi vantaggi, tra i quali:

  • social Bonus, un credito d’imposta connesso alle erogazioni liberali effettuate in favore di Enti del Terzo Settore con riferimento ad un progetto, presentato al Ministero del Lavoro, di recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni confiscati alla criminalità organizzata;
  • incentivi fiscali per i donatori e per gli investitori nelle imprese sociali. Dal primo gennaio 2018 verranno rafforzati gli incentivi per chi effettua erogazioni liberali in denaro o in natura a favore degli Enti del Terzo Settore.
  • immediata applicazione delle esenzioni previste per le imposte indirette: imposta sulle successioni e donazioni, imposte di registro, ipotecaria e catastale, imposta di bollo;
  • per gli Enti che svolgono in prevalenza attività non commerciali viene confermata l’esenzione IMU e TASI cui si aggiunge, per le Organizzazioni di Volontariato e le Associazioni di Promozione Sociale, l’irrilevanza ai fini fiscali dei redditi prodotti dagli immobili.

Pertanto, gli enti religiosi civilmente riconosciuti potranno applicare le norme del Codice del Terzo Settore limitatamente alle citate attività di interesse generale a condizione che adottino un regolamento da depositare nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e seguano tutte le ulteriori prescrizioni che saranno specificate nei futuri decreti attuativi, che ad oggi non sono stati ancora adottati.

 

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