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Il trattamento dei dati personali da parte degli enti ecclesiastici

Nel corso della propria vita, nei rapporti con i propri membri, dipendenti, fedeli o con soggetti terzi, le Congregazioni Religiose raccolgono una serie di dati personali, il cui trattamento può essere soggetto alla legge italiana.

Il Codice della Privacy italiano detta una serie regole e di adempimenti da seguire per il trattamento dei dati personali -- con le relative sanzioni --, prevedendo delle differenze a seconda delle categorie di dati trattati.

Per quanto riguarda il trattamento dei dati sensibili (ovvero, i dati inerenti, ad esempio, all'origine razziale ed etnica, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni, lo stato di salute etc.), occorre il consenso scritto dell'interessato e la previa autorizzazione del Garante della Privacy.

Per le congregazione religiose che hanno la personalità giuridica in Italia (enti ecclesiastici civilmente riconosciuti) il Codice Civile prevede delle eccezioni:

ENTI ECCLESIASTICI CIVILMENTE RICONOSCIUTI NON SOGGETTI ALLA NORMATIVA STATALE SULLA PRIVACY

Non sono soggetti al Codice della privacy gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti che soddisfino entrambi i seguenti requisiti:

Gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, per quanto riguarda i dati trattati nell'ambito delle proprie attività istituzionali di religione o di culto e non diffusi all'esterno, sono soggetti al Decreto generale della CEI del 20 ottobre 1999 (che può essere trovato a questo link, in italiano).

ENTI ECCLESIASTICI CIVILMENTE RICONOSCIUTI SOGGETTI ALLA NORMATIVA STATALE SULLA PRIVACY

Sono soggetti al Codice della privacy gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti nei seguenti casi: