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Imposte comunali dovute da enti ecclesiastici

La recente Legge di Stabilità 2014 (L. 147 del 27/12/2013) ha istituito la cosiddetta IUC (Imposta Unica Comunale).

Si tratta di un'imposta, in vigore dall'1 gennaio 2014, che ricomprende:

Per quanto sopra siamo comunque in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo (c.d. "salva Roma") al momento in discussione alla Camera.

Dal 1 gennaio 2014, con riferimento all'IMU, varranno le stesse regole previste per il 2013, con le consuete scadenze fissate al 16 giugno e al 16 dicembre. Non saranno interessate le prime case, a meno di eccezioni (abitazioni di lusso, case signorili, castelli). L'imposta graverà, pertanto, perlopiù sulle seconde case. Anche per quanto riguarda gli enti ecclesiastici varranno le stesse esenzioni già previste per il 2013, saranno pertanto esenti dal pagamento dell'IMU gli immobili di cui al Decreto Legislativo del 30/12/1992 n. 504, articolo 7, comma 1, lettere:

b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9 (per gli enti ecclesiastici rileva la categoria E/7 che identifica gli edifici di culto);

d) edifici di culto e pertinenze; in questo caso rileva la destinazione dell'edificio all'esercizio di culto a prescindere dalla categoria catastale di cui alla lettera b); Sono ricompresi pertanto tutti gli immobili parrocchiali utilizzati direttamente per attività pastorali (ad esempio abitazione dei sacerdoti che prestano ufficialmente servizio in parrocchia, abitazioni delle suore che operano nella pastorale parrocchiale in forza di convenzione, spazi per l'oratorio, sale riunioni, ufficio parrocchiale, aule catechesi, alloggio di servizio del sacrestano assunto come dipendente);

h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina individuati da specifico decreto;

i) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'articolo 87 [ora 73], comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222.

Tra le attività di cui all'articolo 16, lettera a) della citata Legge 222/1985 sono ricompresi tutti gli immobili delle parrocchie e degli altri enti ecclesiastici utilizzati totalmente per attività dirette all'esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all'educazione cristiana e pertanto case religiose, monasteri, seminari, episcopi, uffici di curia, oltre a tutte le strutture delle parrocchie utilizzate per le suddette attività.

Varranno altresì le stesse esenzioni speciali previste per l'IMU anche con riferimento alla TASI e alla TARI.